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Informazioni utili sulla Terapia Anticoagulante Orale (TAO)

Cosa sono e perché si assumono gli anticoagulanti orali

Gli anticoagulanti orali o dicumarolici (Coumadin o Sintrom) sono farmaci in grado di modificare la capacità di coagulare il sangue, rendendo meno attivo il sistema emostatico e, quindi, riducendo il rischio della formazione di trombi in pazienti che, per la loro malattia, corrono questo rischio.

La loro azione è basata sull’interferenza con l’attivazione di alcune sostanze (fattori di coagulazione) che servono per la formazione di un coagulo; queste, infatti, per essere attive hanno bisogno della vitamina K. Gli anticoagulanti inibiscono l’azione di questa vitamina e quindi, indirettamente, rendono il sangue meno coagulabile e più fluido. C’è quindi antagonismo tra dicumarolici e vitamina K, che pertanto può essere usata come antidoto in caso di dosaggio eccessivo di farmaci anticoagulanti.

Per valutare l’efficacia dei farmaci anticoagulanti è necessario far riferimento non alla quantità assunta, ma ad un esame di laboratorio che misura il tempo che impiega il sangue a coagulare. Tale tempo viene misurato sul sangue in provetta tramite un esame chiamato Tempo di protrombina che abitualmente troviamo espresso o come percentuale (attività protrombinica) o come INR. Il valore dell’INR è quello che occorre per la regolazione della terapia anticoagulante orale.

Quando assumerli

Il Coumadin o il Sintrom si assumono una volta al giorno, preferibilmente lontano dai pasti, nelle ore centrali del pomeriggio. È consigliabile prendere il farmaco sempre alla stessa ora. Sarebbe opportuno registrare con attenzione le dosi assunte per ridurre la possibilità di errore (errore che, nel caso di verificasse, andrebbe segnalato al successivo controllo).

La dieta

Mantenendo un’alimentazione regolare molto raramente si hanno irregolarità di risposa agli anticoagulanti. Si dovrà però prestare attenzione qualora ci si sottoponga ad un regime dietetico particolare, che modifichi le abitudini avute fino ad allora. In tal caso sarà opportuno segnalare le significative variazioni del regime dietetico ai medici del Centro di sorveglianza. Nessun cibo deve essere considerato “proibito” di per sé.

Interazioni con altri farmaci

Può capitare di dover prendere altre medicine oltre agli anticoagulanti orali. Si deve tener presente che queste possono modificare la risposta ai farmaci anticoagulanti, a volte con un aumento, a volte con una diminuzione dell’INR. Perciò è necessario ridurre allo stretto necessario l’uso di altri farmaci, cercando di utilizzare quelli conosciuti come sicuri. È importante, tuttavia, sapere che in caso di bisogno qualunque farmaco può essere usato, con l’attenzione a effettuare controlli più frequenti dell’INR qualora si sappia che questo farmaco interferisce con gli anticoagulanti orali o, come accade molto spesso, quando non si è certi degli effetti che può determinare. Bisogna comunque informare sempre i medici del Centro presso cui si esegue la terapia ed attenersi alle loro indicazioni.

Vi sono, comunque, alcuni farmaci consigliati in caso di bisogno:
- come antipiretico:       PARACETAMOLO
- come antidolorifico:    IBUPROFENE
- come antibiotico:        AMOXICILLINA, ENOXACINA

Si deve inoltre avere cura di evitare l’iniezione di farmaci per via intramuscolare, perché si possono creare ematomi profondi nel muscolo molto fastidiosi.
Una nota a parte riguarda le vaccinazioni, che possono essere eseguite regolarmente, avendo cura di fare l’iniezione sottocute. In particolare non ci sono rischi nell’effettuare la vaccinazione antinfluenzale.

 

I rischi della Terapia Anticoagulante Orale

Le emorragie

Dal momento che i farmaci anticoagulanti ritardano il normale processo di coagulazione del sangue, è possibile che durante il trattamento compaiano emorragie. Al livello di anticoagulazione necessario per evitare la formazione di trombi, non si hanno di solito sanguinamenti. Possono tuttavia comparire piccole emorragie alle gengive, dal naso o per presenza di emorroidi; possono inoltre formarsi facilmente lividi sulla pelle anche per piccoli traumi.

Sono invece solitamente normali i tempi per la riparazione di piccole ferite ed escoriazioni e non è necessario, quindi, prendere alcuna particolare precauzione nello svolgimento delle attività quotidiane.

Per le donne giovani, l’assunzione dei farmaci anticoagulanti non determina, di solito, modificazioni importanti del ciclo mestruale e dolo raramente il flusso mestruale può aumentare un po’ d’intensità. Emorragie vaginali importanti solitamente compaiono solo se sono presenti alterazioni dell’utero, come a d esempio i fibromi. È pertanto necessaria, in questa eventualità, una valutazione ginecologica accurata.

Nel caso si subiscano traumi importanti, è necessario controllare l’INR anche se non ci sono sanguinamenti evidenti: una lesione profonda può causare una emorragia nascosta, pertanto un valore di INR troppo altro in quel momento può essere pericoloso più di quanto non lo sia nelle condizioni abituali.

Tutte le volte che ci si presenta ad un medico per qualunque problema si deve fare presente che si sta assumendo un farmaco anticoagulante; ciò sarà di maggiore importanza proprio in Pronto Soccorso.

Le trombosi

Se la terapia anticoagulante è ben condotta e si mantiene l’INR all’interno dell’intervallo desiderato (range terapeutico), i farmaci anticoagulanti proteggono dalla formazione di trombi. Tuttavia, eccezionalmente, in periodi di cattivo controllo della terapia o per la comparsa di altre condizioni di malattia fino ad allora non presenti, possono comparire sintomi riferibili alla formazione di trombi. È necessario allora determinare subito l’INR e rivolgersi prontamente al medico.
I farmaci anticoagulanti orali sono solitamente molto bel tollerati e non danno rilevanti problemi ad altri organi.

Condizioni particolari in cui è necessario consultare un medico

- In previsione di estrazioni dentarie

- In previsione di indagini endoscopiche del tratto gastrointestinale o urinario

NB: Tutti i pazienti portatori di protesi valvolari cardiache o di malattie delle valvole cardiache devono chiedere al loro medico istruzioni precise circa la prevenzione dell’endocardite mediante l’assunzione di antibiotici; tale prevenzione è sempre necessaria per effettuare le procedure sopra elencate

- Quando avvengono condizioni che modificano in modi importante l’abituale stato di salute (in particolare diarrea e vomito)

- Quando si devono assumere medicine diverse dalle solite, non comprese nell’elenco dei farmaci “sicuri” o se si sospende o modifica il dosaggio di un medicinale che si assumeva da molto tempo

- Quando si sono commessi errori nell’assunzione del farmaco anticoagulante

- Se compaiono sangue nelle urine, dal naso con difficoltà ad interrompere il sanguinamento, lividi grossolani per piccoli traumi o spontanei, sangue nelle feci molto abbondanti o feci nere, mestruazioni molto abbondanti rispetto al flusso abituale.

Gravidanza e allattamento

Tutti i farmaci anticoagulanti somministrabili per bocca non possono essere utilizzati in gravidanza, in quanto pericolosi per il bambino. È necessario, perciò, che le donne in età fertile evitino una gravidanza mentre assumono questa terapia.

Qualora abbiano il dubbio della presenza di una possibile gravidanza, devono subito fare un test per accertarla e rivolgersi al medico, in modo da poter sospendere gli anticoagulanti orali entro la sesta settimana di gravidanza.

Quando si desideri una gravidanza si devono sostituire i farmaci anticoagulanti con l’eparina, sotto forma di iniezioni sottocute 2-3 volte al di’. Questo trattamento non è pericoloso e va protratto fino al parto.

Le donne in trattamento con anticoagulanti orali possono invece allattare, senza che questo provochi alcun rischio al bambino.