vedi il monitor e la risoluzione

La prima Associazione Italiana Pazienti Anticoagulati, cioè A.I.P.A., sorse nel 1987 a Padova, per iniziativa di alcuni pazienti in terapia anticoagulante orale e di alcuni medici e paramedici. Per oltre un quinquennio l'Associazione resta relegata nell’ambito territoriale ove è nata, ma nel 1995, grazie ai medici dei Centri di Sorveglianza aderenti alla FCSA, si diffonde in tutto il territorio nazionale. Nelle grandi città come Roma, Milano, Bologna, Torino, Napoli, i pazienti si riuniscono e, dopo aver ottenuto il permesso dall’A.I.P.A. madre di Padova, creano delle Sezioni.

In massa i pazienti aderiscono all'Associazione perché sentono che solo con l’A.I.P.A. possono far udire la loro voce. Hanno così origine i primi “Incontri medici – pazienti”, vengono distribuite le prime pubblicazioni, si raccolgono le prime “firme” per chiedere ed ottenere Commissioni per Linee Guida, si fa presentare da Parlamentari il 1° disegno di legge per i pazienti in TAO e, il 29 aprile 2010, si giunge all’Accordo Stato-Regioni contenente le “Linee di indirizzo per il miglioramento della qualità e la sicurezza dei pazienti in terapia antitrombotica”.

 

monitor 4:3, risoluzione 1024x768 = tabella 1099

La prima Associazione Italiana Pazienti Anticoagulati, cioè A.I.P.A., sorse nel 1987 a Padova, per iniziativa di alcuni pazienti in terapia anticoagulante orale e di alcuni medici e paramedici. Per oltre un quinquennio l'Associazione resta relegata nell’ambito territoriale ove è nata, ma nel 1995, grazie ai medici dei Centri di Sorveglianza aderenti alla FCSA, si diffonde in tutto il territorio nazionale. Nelle grandi città come Roma, Milano, Bologna, Torino, Napoli, i pazienti si riuniscono e, dopo aver ottenuto il permesso dall’A.I.P.A. madre di Padova, creano delle Sezioni.

In massa i pazienti aderiscono all'Associazione perché sentono che solo con l’A.I.P.A. possono far udire la loro voce. Hanno così origine i primi “Incontri medici – pazienti”, vengono distribuite le prime pubblicazioni, si raccolgono le prime “firme” per chiedere ed ottenere Commissioni per Linee Guida, si fa presentare da Parlamentari il 1° disegno di legge per i pazienti in TAO e, il 29 aprile 2010, si giunge all’Accordo Stato-Regioni contenente le “Linee di indirizzo per il miglioramento della qualità e la sicurezza dei pazienti in terapia antitrombotica”.

 

monitor 16:9, risoluzione 1284x768 = tabella 1300

La prima Associazione Italiana Pazienti Anticoagulati, cioè A.I.P.A., sorse nel 1987 a Padova, per iniziativa di alcuni pazienti in terapia anticoagulante orale e di alcuni medici e paramedici. Per oltre un quinquennio l'Associazione resta relegata nell’ambito territoriale ove è nata, ma nel 1995, grazie ai medici dei Centri di Sorveglianza aderenti alla FCSA, si diffonde in tutto il territorio nazionale. Nelle grandi città come Roma, Milano, Bologna, Torino, Napoli, i pazienti si riuniscono e, dopo aver ottenuto il permesso dall’A.I.P.A. madre di Padova, creano delle Sezioni.

In massa i pazienti aderiscono all'Associazione perché sentono che solo con l’A.I.P.A. possono far udire la loro voce. Hanno così origine i primi “Incontri medici – pazienti”, vengono distribuite le prime pubblicazioni, si raccolgono le prime “firme” per chiedere ed ottenere Commissioni per Linee Guida, si fa presentare da Parlamentari il 1° disegno di legge per i pazienti in TAO e, il 29 aprile 2010, si giunge all’Accordo Stato-Regioni contenente le “Linee di indirizzo per il miglioramento della qualità e la sicurezza dei pazienti in terapia antitrombotica”.